I tuffi notturni di Zelda e Scott

Nella spiaggia privata dei coniugi Murphy, presso La Garoupe, nel sud della Francia, c’era una postazione di tuffi tanto spettacolare quanto pericolosa:
“C’erano delle tacche incise nella roccia, a due, cinque, dieci metri di altezza. Tuffarsi da lì era pericoloso in qualsiasi momento, ma soprattutto di notte: occorreva saper calcolare molto bene i tempi, altrimenti ci si fracassava sugli scogli sottostanti. Zelda si spogliò e con molta calma chiese a Scott se aveva voglia di farsi una nuotata. Mi ricordo che una sera, mentre ero con loro, lui si mise letteralmente a tremare quando lei lo sfidò, ma la seguì comunque.

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C’era da restare senza fiato.
Si tuffarono a turno, e ogni volta risalivano sempre più pallidi e tremanti, ma continuarono fino all’ultimo tuffo, quello da dieci metri.
Scott esitò e rimase a guardare finché non vide Zelda tornare in superficie; non pensavo che potesse farcela anche lui ma ci riuscì”

(da Sprawson, L’ala del massaggiatore nero)

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